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Il caso Eluana Englaro visto da DPI Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica 23 novembre 2008

Eluana Englaro, la presa di posizione di DPI secondo l'Unione Sarda

 

Da Cagliari arriva una presa di posizione che sottolinea, in un caso come questo, la violazione dei diritti umani. Lo sostiene Giampiero Griffo, membro del consiglio mondiale "Disabled people international", ospite in città del convegno "Buone prassi e convenzioni Onu sui diritti delle persone con disabilità". Ed è proprio su questo tema che interviene sulla sentenza della Cassazione che ha respinto il ricorso della Procura di Milano, mettendo fine alla vicenda della giovane trentasettenne. «Eluana è una persona portatrice di disabilità grave - spiega - staccarle il sondino naso gastrico, considerato un accanimento terapeutico, significa violare una convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, considerata una pietra miliare nel cammino di riconoscimento della loro dignità e delle pari opportunità ». In particolare. «Nell’articolo 25 vengono elencati diversi punti fondamentali, tra cui: prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di prestazione di cure e servizi sanitari o di cibo e liquidi in ragione della disabilità. Decidere di staccare il sondino significa smettere di alimentare una persona disabile e costringerla a morire per disidratazione. Una morte atroce, che arriva dopo 15 giorni. È disumano». E aggiunge: «La scienza medica, nel corso dell’esistenza, ha portato a scoprire soluzioni in grado di migliorare o garantire la vita delle persone. Il sondino naso gastrico è una di queste. Ora qualcuno vuole arrogarsi il diritto di scegliere con quale vita vale la pena utilizzarlo. E allora a che serve la scienza medica se non tutti ne possiamo usufruire? Ci si dimentica troppo spesso che i disabili gravi, come quelli che hanno bisogno di altre persone per poter sopravvivere, e questo è il caso di Eluana, sono titolari del diritto di vivere ». Per concludere evidenzia dei dati. «In Sardegna ci sono circa 150 persone che vivono in una condizione analoga a quella di Eluana, ovvero in situazioni di disabilità grave che li costringono a dipendere da terzi. Così appare dai registri dei servizi sociali. Parliamo dell’1 percento della popolazione assistita nell’Isola. Il caso Englaro riguarda una fascia di persone della nostra società, non solo Eluana». STEFANO CORTIS

 
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