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Abstract '99 del Seminario "Tecnologie al servizio dell'uomo"

Innovazioni tecnologiche nella protesizzazione

A fianco delle tradizionali metodologie per la realizzazione di protesi ed ortesi, la moderna tecnologia mette oggi a disposizione strumenti, metodologie e componenti che si servono dell'ausilio del computer e dell'elettronica di comando. Allo stato attuale la tecnologia CAD CAM consente di ottenere degli ottimi risultati sia per quanto riguarda la qualità del prodotto che il comfort del paziente durante il rilevamento delle misure. Le Officine Ortopediche ITOP utilizzano un sistema costituito da una coppia di scanner tridimensionali a proiezione di raggio laser che consentono la misurazione di diverse parti del corpo in circa dieci secondi e con una precisione impensabile con la metodologia classica. In questo modo il rilevamento delle misure avviene senza contatto, riducendo al minimo il disagio per il paziente che non deve più sottoporsi al calco gessato. Uno "scanner ortesico" consente la misurazione di gamba, braccio, tronco e testa del soggetto per la produzione di ortesi di arto superiore, inferiore e di tronco. Uno "scanner protesico" è stato appositamente progettato per la misurazione del moncone, sia per amputati transtibiali che transfemorali. La scansione avviene mentre il paziente è nella sua naturale posizione verticale, allo scopo di mantenere la normale distribuzione delle parti molli del moncone. E' inoltre possibile orientare lo scanner in modo da ricercare direttamente l'allineamento che sarà poi fedelmente riprodotto sull'invaso protesico. Successivamente, i dati relativi alla misurazione vengono elaborati da un software di modellazione tridimensionale, che consente la misurazione dei volumi e delle distanze, nonchè la modellazione a mano libera per la realizzazione della forma desiderata direttamente sullo schermo. La fase di produzione vera e propria è poi affidata ad una fresatrice a controllo numerico che elabora i dati forniti dal software di modellazione e realizza in tempi brevi positivi di invasi protesici, ortesi spinali e rivestimenti cosmetici identici all'arto controlaterale.
La moderna tecnologia ha fatto notevoli passi avanti anche nell'ambito della componentistica relativa alle articolazioni di ginocchio e ai piedi protesici. Fra le innovazioni più recenti vi è senza dubbio il C-LEG, il ginocchio a controllo elettronico della flesso-estensione realizzato dalla tedesca Otto Bock. L'hardware ed il software di questo ginocchio elaborano in tempo reale i dati forniti da sensori dinamici e cinematici che rilevano i momenti angolari e le reazioni vincolari sul terreno e che calcolano l'angolo e la velocità di flessione del ginocchio stesso. Questi dati, confrontati con gli schemi fisiologici della dinamica della deambulazione, consentono a dei servomotori di regolare l'apertura e la chiusura delle valvole per la sicurezza in fase statica ed il comando in quella dinamica. Il ginocchio conosce in ogni istante le condizioni di deambulazione, per cui l'amputato può camminare senza doversi concentrare su come eseguire il passo che sta compiendo in quanto questo compito è demandato al C-LEG. In questo modo si ottiene un ciclo del passo che si avvicina a quello fisiologico, l'arto controlaterale non si affatica in quanto non viene inutilmente sovraccaricato e le possibilità di cadere vengono ridotte al minimo. Per quanto riguarda i piedi protesici, sono stati introdotti sul mercato dei prodotti che consentono di ottenere delle prestazioni molto più elevate rispetto ai tradizionali piedi SACH (Solid Ankle - Cushion Heel); si tratta dei cosiddetti piedi a "restituzione di energia" costituiti praticamente da molle a lamina in una struttura in fibra di carbonio che, deformandosi elasticamente sotto l'azione del peso corporeo, accumulano energia durante la fase statica del ciclo del passo, restituendola poi sotto forma di spinta verso l'alto ed in avanti della protesi durante la fase dinamica. In questo modo si ha una compensazione del peso della protesi e ciò consente all'utilizzatore di affaticarsi di meno e di essere "attivo" per più ore durante la giornata.

G. Rosellini, F. Mattogno
Officine Ortopediche ITOP, Palestrina, Roma

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