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Abstract '99 del Seminario "Tecnologie al servizio dell'uomo"
"Riabilitare" Madagascar '98 Considerazioni di viaggio."....Anche in questa occasione sono emerse le differenze d'approccio e di comportamento in rapporto allo stare male e quindi ancora differenze. In tutto ciò ormai avevamo cominciato a lavorare un po' in palestra con i nostri colleghi malgasci e un po' nella manutenzione della casa, apportando alcune modifiche ad es. all'impianto idraulico con il montaggio di un nuovo filtro a ceramica, imputato successivamente di essere la causa dell'epidemia del Marari kibo. Naturalmente durante tutto questo fare continuava il confronto sia tra noi che con l'ambiente e la comunità che ci ospitava. Appunto quest'ultima aveva personalmente stimolato la mia mente cercando di immaginare che tipo di persone avrei incontrato in questa comunità religiosa e quanto il mio essere laico avrebbe influenzato la convivenza con queste persone. Presto comunque ho cominciato a capire che il problema probabilmente era più il mio e che loro non avevano nessun tipo di pregiudizio nei miei confronti rispettando pienamente la mia scelta religiosa e anzi ammirandoci per la nostra iniziativa di offrire un servizio di volontariato. Naturalmente queste cose sono state comprese da me molto lentamente così come il mio ambientamento, e sui tempi di quest'ultimo si sono avute inevitabili discussioni, poiché i miei sono abbastanza dilatati. Ispirandoci al testo disable village children abbiamo preso spunto per realizzare alcune altalene, una giostrina e un passaggio su un tronco. I giochi naturalmente hanno anche alcune peculiarità di tipo riabilitativo oltre che la valenza ludica che per quei bambini rappresenta una novità di grande rilievo. Le maggiori difficoltà comunque si sono rivelate nel lavoro in palestra, e soprattutto nell'interazione con i colleghi di Analaroa infatti essi non esercitano il lavoro di terapisti full time ma contribuiscono alla gestione dei bambini ospiti in tutti gli aspetti, lavorano anche come insegnanti, come aiutanti in cucina, partecipano alle pulizie, ed ai turni di vigilanza notturna, inoltre due di loro sono anche genitori e quindi hanno anche dei lavori per la famiglia come ad es. la coltivazione del riso. Lo scoglio più rilevante nella relazione con i terapisti malgasci è costituito dalla comunicazione, e dalla trasmissione di conoscenze tecniche. I nostri colleghi non hanno una preparazione culturale adeguata che gli permette di attuare dei ragionamenti troppo complessi rispetto alle nozioni che noi abbiamo cercato di trasmettergli. Secondo i miei colleghi hanno addirittura difficoltà a comprendere il concetto di teoria rispetto a quello di pratica, in altre parole trovano grossa difficoltà a comprendere il concetto espresso nella teoria, mentre sono abbastanza bravi nell'imitazione dell'esercizio applicato praticamente. Secondo il mio parere essi hanno solo una limitata capacità di elaborazione dei concetti astratti addebitabile ad una limitata scolarizzazione. D'altra parte la loro buona capacità di applicazione degli schemi che gli vengono spiegati dimostra una buona intelligenza. Ai primi tentativi di impostare delle lezioni prettamente teoriche abbiamo presto sostituito delle lezioni più pratiche ricche di esempi anche teorici ma ricavati comunque utilizzando concetti extrapolati dalla loro cultura. Vantaggioso si è dimostrato anche il metodo di attendere la loro iniziativa mettendoci a disposizione per rispondere alle loro domande su argomenti per loro più interessanti e dai quali prendevamo spunto per approfondire gli argomenti da loro messi in campo. Infatti dopo una iniziale diffidenza rappresentata da una difficoltà a formulare domande lentamente, anche perché messi a loro agio, le domande che inizialmente erano abbastanza semplici diventavano sempre più articolate dandoci la possibilità di dare delle spiegazioni più concrete, e aprendoci la strada alla comprensione delle loro difficoltà. Questa differenza comunque mi era già stata anticipata dagli incontri avuti con i colleghi a Roma ma trovarcisi di fronte come la solito è stato molto stimolante e mi ha dato lo spunto per riflettere sulle mie esperienze in tema didattico..."
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