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Abstract '99 del Seminario "Tecnologie al servizio dell'uomo"
Dispositivo per la correzione della dorsiflessione del piedeNumerose malattie comportano deficit della dorsiflessione dei piedi. In genere le malattie neuromuscolari quali la malattia di Charcot-Marie-Tooth (CMT), la distrofia muscolare miotonica di Steinert e la distrofia muscolare distale, determinano un deficit bilaterale. Invece l'emiplegia in esito ad ictus, la neuropatia post-traumatica dello sciatico o dello SPE, di sempre più frequente osservazione, e la sindrome post-polio sono caratterizzate da deficit monolaterale. Il deficit della dorsiflessione del piede altera la fase d' oscillazione del passo, obbligando ad un'aumentata flessione della coscia sul bacino (steppage), per evitare di inciampare con la punta del piede. Finora il problema è stato risolto con l'utilizzo di un'ortesi antiequino, chiamata in Italia "molla di Codivilla" e nei paesi anglosassoni AFO (ankle-foot-orthoses), in metallo o in plastica. Pur essendo funzionale, la molla di Codivilla presenta l'inconveniente di essere lunga almeno fino a metà gamba e, quindi, di essere antiestetica: pertanto una parte dei pazienti, ai quali è prescritta, specialmente i giovani e le donne, rifiuta di utilizzarla e rischia di inciampare e cadere, oppure riduce quantitativamente il cammino. Inoltre la molla può causare irritazione della cute e talora lesioni da sfregamento nella regione del polpaccio, specialmente durante la stagione estiva; infine può generare un fastidioso cigolio, con conseguente imbarazzo sociale. Il dispositivo da noi proposto permette la correzione dello steppage, mediante l'utilizzazione di calzature di serie, purchè alte sopra la caviglia, e non è visibile all'esterno. Tali calzature, non modificate, indossate da una persona con deficit della dorsiflessione dei piedi, si piegano posteriormente e, pertanto, non permetterebbero la correzione dello steppage, durante la deambulazione. Un forte rigido posteriore permetterebbe di mantenere il piede a squadro e, quindi, di correggere l'equinismo, ma causerebbe dolore al tendine di Achille, in quanto duro; inoltre non permetterebbe la fisiologica flessione plantare, durante la fase di rotolamento del passo e, quindi, costringerebbe a passi eccessivamente corti; infine, non sarebbe utilizzabile né da parte di persone con deficit del muscolo quadricipite (poiché favorirebbe la flessione del ginocchio in persone che hanno già difficoltà a mantenerlo esteso), né nel cammino in discesa. Inoltre, in persone con terzo inferiore di gamba sottile, per atrofia muscolare, non manterrebbe il piede a squadro, in quanto il gambale dello scarpone di serie, fatto per persone normali, è piuttosto largo e permetterebbe al piede di ruotare passivamente in plantiflessione anche durante la fase di oscillazione del passo. L'applicazione di un cuscinetto, in lattice o in gomma-piuma, di spessore variabile a seconda del collo della scarpa e della grandezza della gamba, posto nella metà supero-interna della porzione posteriore della calzatura, risolve i problemi suddetti. Pertanto il nostro dispositivo consta di due componenti:
1. Doccia sagomata, in polipropilene sottile, spessore 1 millimetro, inserita o tra fodera e tomaia o applicata all'esterno e poi rivestita in pelle, su tutta la regione posteriore di calzature alte fin sopra la caviglia.Questo dispositivo serve a mantenere rigida la porzione posteriore dello scarponcino.
Attualmente sono 28 i pazienti che usano scarpe modificate con il nostro dispositivo antiequino:
Il paziente più giovane ha 11 anni ed è affetto da CMT tipo 2, il più anziano 80 anni ed ha un'emiplegia in esito ad ictus. Prima di prescrivere le scarpe modificate, è stata valutata la sensibilità tattile e dolorifica del piede e della caviglia; nei casi in cui la sensibilità è più compromessa, ci si è preoccupati di fornire istruzioni, al momento della consegna delle scarpe, per prevenire la formazione di piaghe da decubito. I pazienti, che non utilizzavano molle di Codivilla, hanno imparato il nuovo schema del passo nel giro di pochi giorni, deambulando alle parallele davanti allo specchio, sotto la guida di un fisioterapista.
Tutti hanno riferito un miglioramento dell'equilibrio, verosimilmente correlato alla maggiore stabilità fornita dalla scarpa alta e al fatto di non dover più sollevare molto il ginocchio.
Molti pazienti hanno progressivamente aumentato la quantità di cammino giornaliero fino a 3 volte il livello precedente, con possibilità di deambulare anche su terreno accidentato.
I pazienti che utilizzavano la molla di Codivilla (9) hanno trovato la nostra soluzione più efficace e confortevole della molla e, pertanto, hanno adottato il dispositivo estetico antiequino in maniera esclusiva.
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