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| Abstract '99 del Seminario "Tecnologie al servizio dell'uomo" | |
| Interfacce multimodali Come migliorare la qualità dell'interazione uomo - macchina e avvicinare il computer alle esigenze dei disabili. In questo articolo ci occuperemo di interfacce multimodali, una nuova area di studio all'interno dell'informatica, il cui sviluppo può permettere una migliore comunicazione ed una migliore interazione fra l'uomo ed il computer. Spiegheremo quindi, cosa si intende con il termine "multimodale" occupandoci anche del linguaggio naturale come mezzo di perfezionamento per le interfacce-utente e citeremo esempi di ricerche svolte o tuttora in corso di studio, e infine scenderemo nel dettaglio di quei progetti che come primo intento hanno la formazione di un'interfaccia multimodale dedicata a persone con disabilità. Attualmente l'interazione con un computer è subordinata alla capacità di utilizzare una ampia serie di "strumenti", come ad esempio un sistema operativo, un qualsiasi programma eseguibile oppure uno specifico linguaggio di programmazione se si intende scrivere una nuova applicazione. Tuttavia questi "strumenti" richiedono l'utilizzo di un preciso standard di comunicazione fra l'utente e il computer; standard che è tipicamente costituito sia da comandi inseriti in un linguaggio formale altamente strutturato, che da azioni tipo "seleziona e rilascia" governate dal mouse. Anche se queste modalità di comunicazione sono attualmente molto evolute e perfezionate non soddisfano quell'esigenza di espressività che è invece propria del linguaggio naturale. D'altra parte recenti studi hanno evidenziato che l'interazione uomo-computer si realizza efficacemente non solo attraverso il linguaggio sia scritto che parlato, ma anche attraverso indicazioni grafiche e selezioni via mouse che l'utente effettua direttamente sulle zone video su cui decide di lavorare. Dunque viene verificata la necessità di una comunicazione a più livelli, che coinvolga diverse capacità espressive e si avvalga di tutti gli strumenti necessari a questo intento. Proprio per soddisfare questa esigenza sono state studiate e realizzate interfacce che permettono di interagire con il computer attraverso modalità distinte e sono quindi chiamate interfacce multimodali. Un'interfaccia multimodale comprenderà non solo finestre multifunzionali del tipo attualmente in uso, ma sarà corredata da grafi, o ad esempio da strumenti multimediali, quali suoni, figure, e possono essere introdotti strumenti che permettono l'interazione con l'utente attraverso il linguaggio parlato o scritto. Tutto questo migliora la qualità dell'interazione fra macchina e uomo sia esso disabile o meno. Molte persone poco esperte degli standard propri del computer potrebbero avere serie difficoltà ad usare il mouse, oppure a "parlare" in un linguaggio di programmazione e questo senza avere nessun handicap specifico! Invece ci sono persone disabili che pur conoscendo in dettaglio questi standard magari hanno difficoltà motorie e non possono correttamente interagire con la macchina. Si capisce allora come l'introduzione di linguaggio naturale parlato, oppure l'inserimento di suoni in corrispondenza di alcune funzioni, possano rendere più semplice l'utilizzo del computer. Una interfaccia semplice nell'uso può essere progettata utilizzando tutte le tecnologie di cui ci occuperemo e quello che si vuole sottolineare è che queste interfacce concepite con qualche accortezza in più possono essere utilizzate anche da disabili anche se non sono state progettate specificatamente per loro. Progettare un sistema "amichevole" per l'utente non significa orientarlo solo per disabili (tranne casi particolari che comunque esamineremo) ma è certo che un simile sistema sarà più accessibile per tutti e questo segnerà progresso molto significativo per avvicinare il computer alle nostre esigenze. Alessia Valentini |
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